RICCARDI CONTRO LA SANITA’ TERRITORIALE A DISCAPITO DEI CITTADINI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Messo a dura prova dalla pandemia, il sistema sanitario nazionale è oggetto di uno dei capitoli principali di intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tra le altre cose, il piano ha infatti previsto ingenti investimenti nel settore ed in particolare l’attivazione di 1.288 Case di Comunità entro la metà del 2026, pensate all’interno di un percorso per portare la medicina sul territorio attraverso un coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali ed il rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia con la previsione di 381 ospedali di comunità.
Si poteva fare di più e diversamente? Certo. Sinistra Italiana ha più volte criticato fortemente lo strumento in sé e le modalità utilizzate per finanziarlo. Tuttavia il fatto che l’assessore Riccardi si schieri contro le Case della Comunità previste dal PNNR è un fatto grave, non perché mini uno dei principi del PNNR , ma perché ribadisce l’approccio del centrodestra: centralista in fatto di sanità, salvo poi favorire sistematicamente le strutture convenzionate e private là dove il pubblico non riesce a erogare i suoi servizi nei territori e nelle aree interne.
Secondo Sinistra Italiana Il PNNR è uno strumento inadeguato nelle risorse e nelle modalità (gran parte dei fondi non sono altro che prestiti) e ciò vale anche per le linee guida riguardanti la sanità, ma questo non deve essere una scusa per continuare con un approccio bocciato dalle istituzioni della salute mondiale ed europea: la pandemia ha dimostrato che una sanità di qualità è una sanità vicina ai cittadini, capace di essere capillare sul territorio.

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