
Si sta per concludere il 2021, il secondo anno di pandemia che avrebbe dovuto fare tesoro di tutti gli errori della gestione sanitaria degli ultimi anni e degli ultimi governi regionali e condurci verso una sanità più vicina ai cittadini, pubblica e di qualità. Quante volte ci siamo ripetuti, gonfiandoci di retorica, che tutto avrebbe dovuto cambiare? Cosa è stato fatto nell’ultimo anno in Friuli Venezia Giulia?
Per Sinistra italiana è tempo di trarre un bilancio senza sconti dell’amministrazione Fedriga – Riccardi, il giudizio non può che essere negativo. Ad aprile 2021 il segretario nazionale di Sinistra Italiana ha presentato un’interrogazione parlamentare sul contenuto della denuncia dell’associazione dei medici rianimatori ed anestesisti AAROI -EMAC: la regione ha escluso dal conteggio dei posti di terapia intensiva due reparti di Palmanova e Gorizia che avevano tutte le caratteristiche di questi reparti, il ministero ha provveduto ad inviare (tardivamente) gli ispettori a verificare le irregolarità nel mese di agosto.
A settembre, a situazione pandemica invertita, la regione ha fornito altre cifre fantasiose gonfiando i numeri dei posti letto di anestesia, dichiarandone 175 quando la realtà dei fatti ne contava 80. Sinistra Italiana ha presentato un’altra interrogazione parlamentare al riguardo, mettendo al primo posto gli interessi dei cittadini e smascherando la malafede dell’assessore alla sanità.
Fedriga e Riccardi non si sono limitati però a giocare a strega comanda color pensando di essere furbi e di evitare le zone gialle/arancioni/rosse. Hanno invece portato avanti con minuzia e scientificità il loro piano di depotenziamento della sanità pubblica e territoriale al mero scopo di portare acqua al mulino della sanità privata, un piano che ad onor del vero hanno portato avanti molte amministrazioni negli ultimi anni secondo il principio neoliberista che privato è meglio, poco importa se intere fascedi popolazione più povere hanno meno accesso alle cure di qualità.
A Trieste, Il nuovo Atto Aziendale di ASUGI dimezza le strutture territoriali dei Distretti e dei CSM presenti sul territorio. Passano infatti da 4 a 2 i distretti sanitari, stessa sorte per i Centri di Salute Mentale. Questo significa che i cittadini del capoluogo giuliano vedranno importanti presidi sanitari allontanarsi dal loro territorio, favorendo così una preoccupante disarticolazione dell’assistenza sanitaria e sociale. Gli effetti di questa operazione saranno devastanti non solo nella gestione pandemica ma anche nella cura di tutte le fragilità e patologie croniche che nei tempi dell’emergenza COVID hanno già subito un rallentamento enorme, eppure tutto ciò non troverà lo stesso risalto mediatico dei No Green Pass. Inoltre ad essere sotto attacco è anche il modello triestino di salute mentale, all’avanguardia a livello mondiale e adottato dall’OMS.
A Pordenone, grazie alla malagestione di ASFO e del suo direttore Polimeni, mancano almeno 80 infermieri e l’assistenza territoriale si sfalda ogni giorno di più, l’RSA è stata chiusa così come 4 sale operatorie, le graduatorie per l’assunzione di nuovo personale a tempo determinato (ennesima beffa) verranno utilizzate solo a febbraio 2022. Eppure l’ASFO ha chiuso i bilanci con 9 milioni di utili nell’anno della pandemia, mettendo davanti il profitto alla salute dei cittadini.
A San Vito al Tagliamento l’ospedale vedrà scomparire il primario di Pediatria e la cardiologia passerà da struttura complessa a struttura semplice, con meno budget e meno organico, stesso destino per i distretti.
A Tolmezzo l’RSA doveva riaprire a dicembre, poi a gennaio 2022 e infine Riccardi ha promesso riaprirà “appena la pandemia si allevierà”, lasciando un enorme territorio montano senza un servizio fondamentale.
I Distretti sono sotto attacco in tutto il territorio regionale, mettendo in pericolo tutti i servizi di supporto psicologico e sociale così fondamentali intempo di pandemia e lasciando scoperti i consultori.
Mentre veniva operata questa macelleria sociale, Riccardi trovava il tempo di schierarsi contro le Case di Comunità, un altro importante strumento di medicina territoriale e prevenzione.
È in atto un sistematico attacco alla sanità pubblica a favore di potentati economici legati alla sanità privata, costosa e difficilmente accessibile economicamente a molti cittadini della Regione. Questo attacco mina le cure ai pazienti cronici, agli anziani, mina l’assistenza socio-sanitaria e sociale, mina i centri di salute mentale, mina la lotta al COVID19 e mina i diritti di tutti noi. Invitiamo i cittadini e i comitati a continuare nella mobilitazione per la salute pubblica bene comune, sapendo che possono trovare in Sinistra Italiana un valido alleato e una reale forza di opposizione. Nelle città le ultime elezioni amministrative hanno visto l’imporsi di validissimi consiglieri comunali de Il Bene Comune Pordenone e Adesso Trieste, eletti anche con l’appoggio di Sinistra Italiana, che sono in primissima fila nell’opposizione a questi nefasti piani. Il pensiero di Sinistra Italiana va ai medici, infermieri e agli operatori socio-sanitari che inizieranno il 2022 con le stesse incertezze e la stessa mostruosa fatica degli ultimi due anni fra stipendi bassi e turni interminabili.
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