Fa un certo effetto leggere chi in questi giorni accusa il mondo del pacifismo italiano di ambiguità o addirittura di supporto alla guerra in Ucraina di Putin. Nulla che non ci attendessimo, per carità. Come al solito, la stampa italiana, sia quella che fa eco alla peggior destra retrograda e trombona di questo Paese, sia quella più liberal, è riuscita in un’operazione retorica volta ad associare chi si batte per la pace a chi sostiene le bombe sui civili e la minaccia di una guerra atomica.
Pacifisti a favore della guerra, appunto. Già così dovrebbe far sorridere. Eppure in molti si bevono questa retorica vecchia come il mondo.
Nel 1914, ad esempio, quando nelle trincee d’Europa già si consumavano centinaia di migliaia di morti, il fronte interventista attaccava allo stesso modo le forze pacifiste del Paese. Vinse la battaglia culturale l’interventismo ed il bilancio del successivo ingresso in guerra dell’Italia fu di circa 651.000 morti, il 3,5 % circa del totale della popolazione. Giovanissimi mandati a morire male armati per permettere all’Italia di sedersi al tavolo delle grandi potenze.
Eppure anche allora i pacifisti vennero tacciati di essere nemici della Patria e degli interessi nazionali.
Lo stesso copione si è ripetuto ciclicamente nella storia del nostro Paese con l’obiettivo di fornire al lettore medio il nemico interno, il pacifista che si oppone alla guerra giusta. Quando ci dichiaravamo contrari alla guerra in Afghanistan ci strillavano: “Allora volete i Talebani!”. Sappiamo tutti com’è finita. “Allora siete amici di Saddam!” ci dicevano quando ci opponevamo ad una guerra che in Iraq ha fatto sì che nascesse all’interno del mondo islamico una minaccia ulteriore, quella dell’ISIS.
Eppure, chi oggi attacca i pacifisti per la posizione assunta nel conflitto Russo – Ucraino, finge di dimenticarsi di tutto questo, cullando il lettore e l’elettore in un eterno presente fatto di retorica spicciola, sensazionalismo e distinzioni manichee.
Fingono, anche firme prestigiose, di dimenticarsi che sempre questa parte politica, nelle sue diramazioni partitiche e dell’associazionismo, è la stessa che da anni attacca frontalmente Putin e la deriva autoritaria russa. Siamo gli stessi che chiedevano giustizia per i giornalisti e per gli oppositori uccisi, per i civili morti nei conflitti in Georgia ed in Cecenia, per gli attivisti arrestati e pure per l’altra faccia del militarismo e del nazionalismo russo, quella che attacca i diritti civili e delle minoranze che tanto affascina(va) una certa destra italiana.
Oggi, molto coerentemente, sosteniamo una posizione chiara, quella che chiede di fermare un‘escalation militare europea e globale che, partendo da quanto avviene a Kyev, ha portato i paesi europei a riarmare se stessi ed ad armare i civili coinvolti nel conflitto che con ogni probabilità andranno incontro ad una carneficina sempre maggiore mano a mano che gli scontri si intensificheranno.
Cosa fare in alternativa? Semplice: portare aiuti ai civili, aprire canali di soccorso e protezione. Cercare di far sedere le parti coinvolte ad un tavolo e cercare di favorire un’intesa che porterebbe benefici per tutti. Riarmare (quella sì!) la diplomazia e le istituzioni internazionali.
Di sicuro la strategia del militarismo, dell’allargamento della NATO, del mostrare i muscoli a difesa degli interessi geopolitici occidentali a tutti i costi non ha pagato in questi anni e non pagherà in futuro.
Le tensioni che caratterizzeranno i prossimi decenni, come segnaliamo da anni e che oggi sono sotto gli occhi di tutti, vedranno una lotta per il predominio militare ed economico tra USA e Cina. In un mondo dalle risorse limitate, gli attori che vorranno beneficiarne saranno sempre di più, ma la coperta è già corta oggi e solo la diplomazia potrà salvarci dalla guerra.
Contro la guerra, quindi. Contro le guerre. Contro i nazionalismi e con la società civile che nel mondo li contrasta.
A favore della Pace e del disarmo, perché questa non solo è una scelta possibile, ma è l’UNICA scelta possibile.
Federico Gratton
Segreteria Regionale Sinistra Italiana FVG

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