Com’è maturata la sconfitta a Cervignano del Friuli? Da dove può il centrosinistra cervignanese tornare a parlare ad elettori che, pur condividendone valori ed idee, hanno guardato altrove ed assecondato una divisione che ha favorito la vittoria delle destre nel capoluogo della bassa friulana?


Cervignano del Friuli, dopo oltre trent’anni di buon governo della città da parte della lista Il Ponte, passa al centrodestra. Ventidue voti di scarto premiano il candidato Andrea Balducci, che guida una coalizione composta da tutte le forze politiche della destra che guida la Regione Friuli Venezia Giulia.
Determinanti gli oltre millequattrocento voti di Federica Maule, già capogruppo della lista Il Ponte dal 2012 al 2017, poi parte della giunta comunale dal 2017 alla fine del 2021 quando, dopo aver perso le consultazioni interne che hanno portato alla scelta di Andrea Zampar come candidato Sindaco, ha deciso di dimettersi dalla carica per tentare un’impresa solitaria che ha ottenuto come unico risultato quello di decretare la sconfitta della lista che si era proposta di guidare. Coerenza.
In democrazia ci sta tutto, sia chiaro. Il fatto che esista la possibilità dell’alternanza politica è un bene per tutti, ma guai a rallegrarsi perché un Comune del peso che ha Cervignano del Friuli nella Bassa Friulana passi alla brutta destra di questa Regione.
Cervignano del Friuli passa dalla Amministrazione che in questi anni ha pensato e realizzato il Giardino dei Diritti ed il Festival del Coraggio alla destra che condivide le tessere di partito di chi a Trieste toglie e butta nei rifiuti le coperte dei senzatetto, di chi affonderebbe i barconi dei migranti e di chi come primo gesto politico ha tolto, ovunque abbia governato, gli striscioni che chiedono verità per Giulio Regeni dai balconi municipali.
La cosa che rammarica è che, in un contesto regionale disastroso per il centrosinistra, Cervignano avrebbe tranquillamente resistito alla tempesta, se non fosse stato per una divisione che, a guardarla con la lente d’ingrandimento, di politico non aveva nulla, ma che rispondeva ad ambizioni quasi esclusivamente personali riassunte in slogan tanto ammiccanti quanto vuoti di significato. Slogan che, accattivanti per mille motivi, hanno attirato il voto ed il sostegno di tante persone che con Il Ponte avrebbero potuto condividere, come in passato, gli ideali di umanità, solidarietà e di difesa dei beni comuni.
In Friuli Venezia Giulia governa una destra brutta, che taglia la sanità pubblica, che minaccia un sistema di welfare costruito in decenni, che cementifica e che è il riflesso regionale di quelli che viaggiano a Mosca da Putin o a Budapest da Orban. Di quelli che negano i cambiamenti climatici, di quelli che facevano i picchetti contro l’accoglienza diffusa sul territorio.
Sarà molto difficile da dimenticare e da digerire che la scelta di separarsi dal resto del centrosinistra, dando di fatto a questa destra le chiavi della città di Cervignano, sia stata vissuta con una leggerezza ed una frivolezza disarmanti. Questo senza nulla contestare a chi, in buona fede, dalla comunicazione politica della lista Cervignano Vale si è fatto sedurre sia mettendosi in gioco in prima persona, sia esprimendo la propria adesione con il voto. La narrazione messa in campo, d’altra parte, era certamente ammiccante ed a tratti convincente. Peccato si reggesse su presupposti falsi e su calcoli sbagliati che hanno fatto sì che persone attive nel sociale e nel volontariato abbiano indirettamente consegnato Cervignano a Meloni, Salvini e Fedriga.
Ventidue voti di scarto dalla destra, di fronte ai millequattrocento voti di Federica Maule, fanno capire come a Cervignano non abbia vinto la destra, ma che sia stato il centrosinistra a non riuscire a contenere i danni di questo sgambetto finale che ha sottratto ad Andrea Zampar il sostegno di molte persone che ne avrebbero condiviso valori ed idee e che in buona fede hanno creduto di poterle perseguire altrove.
Ormai il danno è fatto. Vedremo cosa accadrà a Cervignano in questi cinque anni. Di certo bisogna saper ripartire dalla consapevolezza che quella subita non è una sconfitta clamorosa, ma un infortunio. Il Ponte ha riscoperto una comunità politica che si è impegnata in questa campagna elettorale consapevole della situazione straordinaria venutasi a creare e che ci teneva e ci tiene a che Cervignano conservi intatti i suoi valori di riferimento e la sua storia.
Ripartiamo dagli oltre 2000 voti raccolti da Il Ponte, dall’affermazione straordinaria di Alessia Zambon, il cui operato è stato riconosciuto da quasi un elettore ogni dieci (ben 425 voti di preferenza!), segno di una comunità che si è identificata nella sua interpretazione delle deleghe alla Cultura, alle Politiche Giovanili ed alle Pari Opportunità e dalla squadra tutta messa in campo da Andrea Zampar che ha creato una lista rappresentativa di molte virtuose realtà del territorio.
Come iscritto a Sinistra Italiana e come esponente della lista Il Ponte da oltre quindici anni, per quanto ormai la vita mi abbia portato lontano dalla città che un tempo amministravo, sono certo che ci riprenderemo presto dal trauma di una sconfitta elettorale maturata in questo modo e che sapremo ripartire con la forza delle nostre idee.
Federico Gratton

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