LA FESTA DEL PATRIARCATO

Parliamo di sessismo, e non solo. Parliamo di Monteprato di Nimis e della questione delle banane: non val la pena ricordare qui di che gara si tratti, stigmatizzata da poco anche dalla Regione FVG, quella stessa Regione che non ha un Assessorato alle Pari Opportunità bensì una commissione, che ha sempre bocciato la proposta sulla doppia preferenza di genere, che chiama assessore e non assessora (ma vabbè, è “solo” linguaggio).

L’assessora che dovrebbe occuparsi di pari opportunità, discriminazioni e questioni di genere ha un invece le deleghe a lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia ed è in questo “famiglia” che le questioni dette si disperdono. In tal regione c’è un Sindaco, quello di Trieste, capace di affermare “Ma siamo maschi, no!” di fronte alle molestie subite da alcune (o tante) donne all’adunata Alpini di Rimini alcuni mesi fa; aggiungendo, come ancora non fosse sufficiente, che è normale dire “guarda che bel paio di… che ha quella ragazza, guarda che bel fondoschiena” (complimenti per l’intervista davvero istituzionale).

Ebbene in questa regione ogni 1- 2 agosto si “celebra” la festa degli uomini a Monteprato di Nimis, con tanto di navetta istituita apposta che porta da Nimis al luogo della celebrazione, perché di questo si tratta, tant’è che nelle varie pagine fb sull’evento ce n’è una dal nome “Celebrante della festa degli uomini”. Poi ci sono anche “Festa degli uomini Monteprato di Nimis Radio S.B.O.R.O.” e un semplice “Festa degli uomini”, tutte pagine con diverse vomitevoli amenità (che amenità davvero non sono) in parole e immagini. Il videotrailer della festa è fin pubblicizzato da Telefriuli, dedicandolo (tristemente) a tutte le donne.

Il clou, la gara delle banane, celebra sì qualcosa, un becero maschilismo nutrito di violenza patriarcale e relativa volontà di dominio che riesce fin ad avere donne e ragazze complici, che lo fanno per “divertirsi” un po’ (lo si legge nei commenti). Il corpo viene distrutto, umiliato, fatto ancora una volta oggetto di crudo e tribale piacere. La questione non è scandalizzarsi per delle simulazioni di rapporti orali, sviliti in un’orgia priva di sacralità. Sono invece la volgarizzazione, l’umiliazione, il becero desiderio di dominare, la violenza ad essere al centro di questa gara a chi è più brava, a quale maschio ulula di più. Si vuole familiarizzare ed ammiccare alla pornografia violenta ed alla violenza tout-court: queste manifestazioni ci violentano tutte e tutti, mostrandoci la strutturalità di una concezione alla quale molti e molte, ancora, sorridono, mentre subiscono.

Dianella Pez

Segreteria Regionale di Sinistra Italiana FVG

Lascia un commento

Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑