
“Ma fatevela una risata!” Questa la risposta di alcuni e alcune alle molte critiche rivolte in queste ore all’ennesima edizione della “Festa degli Uomini” che da quasi quarant’anni si svolge a Nimis (UD) e che rinnova quest’anno la gara tra “mangiatrici di banane”, iniziativa che prevede che delle donne bendate ed inginocchiate davanti a uomini in piedi, mettano in scena una simulazione di sesso orale a beneficio di un pubblico festante e coinvolto.
Dobbiamo per davvero argomentare l’ovvio e spiegare perché un’iniziativa di questo tipo non sia ascrivibile alla goliardia e non sia innocua? Purtroppo sembra di sì.
Dobbiamo premettere che la posizione di chi scrive non nasce da una sensibilità legata alla fede religiosa o da un rifiuto della sessualità, tutt’altro: chi scrive ritiene che si parli troppo poco di sessualità in modo sano ed utile allo sviluppo, anche tra i più giovani, di un’affettività rispettosa dell’altro e dell’altra.
La mancanza di una cultura diffusa del rispetto sta alla base dei tanti episodi, non certo isolati, che vedono le donne vittime di abusi, violenza e discriminazione e che, al più vengono affrontati singolarmente come casi di cronaca ed in taluni casi accompagnati da richieste di maggiore sicurezza e di più corsi di difesa personale per le donne. Eppure non di mera cronaca stiamo parlando, ma di un costume diffuso, culturale, del quale la festa di Nimis è solo l’espressione più rozza e becera, il capolavoro rappresentativo della resistenza del patriarcato all’emancipazione femminile ed alla parità di genere.
Tollerare questo genere di manifestazioni e comportamenti significa non avere sviluppato gli anticorpi culturali ad un malessere del pensiero che attacca decenni di conquiste da parte dei movimenti femministi italiani e mondiali.
Sorprende come si possa non comprendere il fatto che un’apparentemente innocua risata alimenti in realtà un’idea della donna oggetto e contribuisca a creare quel terreno culturale dal quale hanno origine gli episodi citati, equamente distribuiti statisticamente tra uomini italiani, stranieri, di qualsiasi estrazione culturale e sociale.
Sinistra Italiana Friuli Venezia Giulia è promotrice di una sessualità libera, spensierata, senza paletti e freni se non quelli del rispetto per l’altro in una relazione paritaria e consenziente e ritiene che iniziative come quella di Nimis vadano contrastate con forza e che certo non debbano trovare l’appoggio delle Istituzioni.
Calogero Anzallo,
Roberta De Simone,
Federico Gratton,
Alessia Zambon

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