Lo scorso 2 ottobre si sono svolte le elezioni politiche in Bosnia Erzegovina.
Il Paese, diviso in due entità distinte: la Federazione di Bosnia-Erzegovina e la Repubblica Srpska, ha votato per eleggere le tre cariche rappresentative dei tre popoli fondativi, i componenti del Parlamento di Sarajevo e molte cariche locali. Tra accuse di brogli e la sopravvivenza di spinte nazionaliste e separatiste, sono per la prima volta stati eletti due rappresentanti su tre che interpretano una qualche volontà di cambiamento e superamento delle contrapposizioni etniche che ne hanno caratterizzato la soria recente.

A Connessi abbiamo avuto il piacere di intervistare Giorgio Fruscione, analista ISPI ed esperto di Balcani.
Ci ha parlato delle spinte separatiste, delle influenze straniere nelle dinamiche interne del Paese e di quelli che potrebbero essere i nuovi scenari in vista di un possibile approdo di Sarajevo tra i membri dell’Unione Europea.
Buon ascolto.
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