Dopo tanti anni di assenza, forte era l’entusiasmo per i centri estivi del Comune di Zoppola, dedicati ai bambini tra i 3 e 6 anni frequentanti la scuola dell’infanzia.
Il Comune ha inviato da qualche giorno alle famiglie della scuola dell’infanzia “Le Margherite” l’avviso per le iscrizioni, riservando loro però una brutta sorpresa. I centri estivi non sono alla portata di tutti: la retta mensile è pari a € 420 per un servizio di mezza giornata, ovvero dalle 7:30 alle 13:30.
Pur tenendo conto della qualità dell’offerta formativa e ricreativa e del costo del personale (è previsto infatti un educatore ogni 10 bambini) il costo non si allinea ai Comuni limitrofi: a Fiume Veneto il costo settimanale per la mezza giornata è pari ad € 45, oltre al pasto e per la giornata intera pari ad € 60 oltre al pasto. Ad Azzano Decimo il costo, comprensivo del servizio mensa, è di € 46 per la mezza giornata e € 58 per la giornata intera.
“Una grande delusione, considerato che un sondaggio di interesse è stato inviato alle famiglie in data 28.04.2023 e l’esito è stato comunicato solo in data 16.05.2023. Tempi che non coincidono con le esigenze familiari che richiedono un’organizzazione con congruo anticipo, motivo per cui, nel dubbio, molte famiglie con rammarico hanno iscritto i figli a servizi di altri Comuni.
C’erano grandi aspettative per il servizio che da anni manca inspiegabilmente in un Comune di più di 8 mila abitanti. Fino ad oggi infatti gli unici Centri estivi venivano offerti da Servizi privati ma che, in alcuni casi, viene riservato solo ai suoi iscritti.
Il poco preavviso e il costo alto della retta fa pensare quasi ad un’intenzione dell’Amministrazione di far fallire il progetto prima ancora che parta.
L’alto costo del servizio difficilmente si spiega con l’aumento dei costi dell’energia e del carburante, in particolare per un servizio di mezza giornata che non risponde quindi in toto alle esigenze familiari. Costo che invece potrebbe essere maggiormente comprensibile se prevedesse la copertura di tutta la giornata.
E pensare che questo servizio è pensato soprattutto per le famiglie che non possono permettersi una baby sitter o che non hanno una rete parentale a supporto, ma prima di tutto dovrebbe essere pensato per i bambini che attraverso la frequenza estiva possono trovare una continuità formativa e ricreativa.
Pur tenendo conto della possibilità di ottenere un rimborso della retta di frequenza attraverso la misura regionale Dote Famiglia, il costo deve essere in ogni caso anticipato dalla famiglia. Inoltre, l’iniziativa regionale non è una attenuante del costo esorbitante di un servizio che dovrebbe essere pubblico, ma anzi è diventata una scusante per incrementare i costi dei servizi in maniera spropositata.
L’alto costo del servizio porterà inevitabilmente alcune famiglie a rinunciarvi, aumentando così il divario tra chi se lo può permettere e chi no, e, come sempre, a rimetterci sono sempre i bambini.
Iustina Dumea
Sinistra Italiana – Alleanza Verdi SInistra
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