COMUNICATO STAMPA: A SACILE E CORDENONS SI CALPESTANO AMBIENTE E STORIA CITTADINA.

La nuova Casa della Salute di Sacile non rispecchia propriamente quelli che ci aspetterebbe essere i principi ispiratori di un tal progetto, infatti per costruirla si andrà ad abbattere parte del patrimonio arboreo sano e rigoglioso che si trova all’interno dello storico parco dell’ex ospedale di Sacile, oggi Presidio ospedaliero per la salute, nonché a sigillare una notevole porzione di terreno in riva alla Livenza.

Da notare che gli spazi negli edifici, in parte storici in parte recenti, componenti quella che un tempo era una rinomata struttura ospedaliera, non sono più utilizzati al 100% e grazie un’attenta riorganizzazione e recupero potrebbero offrire quanto necessario. La risposta che i costi sono maggiori è ovviamente in relazione a cosa si intende: noi di SI riteniamo che il costo sia lo sfregio ambientale e il lasciar marcire i padiglioni storici in nome di un nuovo edificio di cui non si sa, vista la crisi di organici in ospedali, RSA e ambulatori di medici di base, da chi verrà occupato.

Anche in questo caso, inoltre, è grave il silenzio dei Sindaci che con la motivazione che la materia compete all’Asfo non battono ciglio su un nuovo carico di cubatura solo perché bisogna spendere, e presto, un bel gruzzolo del PNRR, alla faccia della transizione ecologica.

Così a Cordenons gli amministratori approfittano del PNRR per liberarsi di un (per loro) peso e cioè la Casa Rossa, una delle ultime testimonianze di una struttura dei primi del secolo scorso, che è stata sede dei pediatri e di medici di famiglia; poi scuola d’infanzia, centro prelievi e vaccinazioni ed, infine, sede di varie associazioni, fra cui l’Anpi e gli alpini. Una palazzina che ha accolto, nel corso dei decenni, migliaia di bambini e famiglie. Fra l’altro la struttura è poco adatta, per spazi e volumetrie, a rispondere ad un’utenza compresa fra le 30.000 e le 50.000 persone. Così è stata abbattuta una delle ultime testimonianze del passato di Cordenons, vittima della formula speculativa “metro cubo per metro quadro”. L’alternativa c’era. Bastava partecipare alla gara per acquistare il Makò, aggiudicato ad una cordata di privati per 600.000 €. Grazie ai fondi del PNRR, si poteva ristrutturare questo pezzo di storia cittadina e farlo diventare un polo attrattivo per l’intera provincia. Nell’enorme struttura sarebbe stato possibile realizzare la Casa della comunità, la nuova sede del Liceo Artistico e spazi per convegni, conferenze, laboratori creativi per i giovani.

Sinistra Italiana esprime rabbia e preoccupazione per l’occasione sprecata del PNRR, destinata a gonfiare i portafogli dei soliti noti e ad incidere negativamente su ambiente e storia locale.



Sebastiano Badin
Segretario regionale Sinistra Italiana FVG
+39 348 5736193
sifvg.wordpress.com

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