A San Vito al Tagliamento (PN) la Regione Friuli Venezia Giulia ha chiuso il punto nascite, dopo che la primaria, dott.ssa Pinzano, ha valutato il rischio di morte per le donne che avessero voluto utilizzare la sede ospedaliera per partorire. Ciò è dovuto alla carenza di medici presenti in reparto, che però fino a qualche anno fa, prima dell’arrivo della dott.ssa Pinzano erano in organico di 10 unità.
Una decisione che ha lasciato attoniti tutti, sia per i tempi frettolosi (appena 5 giorni), sia per la modalità. Non è stato infatti fatto nessun tentativo da parte del Direttore Generale dell’azienda sanitaria, dott. Tonutti, per cercare di risolvere la situazione di un punto nascite che conta oltre 500 parti all’anno e risulta attrattivo sia per i Comuni limitrofi, sia per il vicino Veneto.
Scopriamo in questi giorni però un fatto che ci lascia ulteriormente sbalorditi: la dott.ssa Pinzano ha fatto richiesta di apertura dal prossimo gennaio di una suo poliambulatorio privato proprio a San Vito al Tagliamento, coincidenza che ci obbliga a vedere un nesso causale evidente tra la chiusura del punto nascite e l’opportunità economica privata della primaria. Il via libera all’esercizio della professione extramoenia, che è stato concesso dalla direzione ASFO, sarà di fatto una concorrenza ad ASFO stessa e ai consultori aziendali, di cui la dott.ssa Pinzano si presta a diventare dirigente.
Per tale questione non solo invitiamo chi non l’avesse ancora fatto a firmare per chiedere la riapertura del punto nascite, ma presenteremo un’interrogazione in Consiglio Regionale all’assessore Riccardi per chiedere spiegazioni.

Sebastiano Badin, Segretario Regionale SI
Serena Pellegrino, Consigliera Regionale AVS
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