CONTROLLI ECCESSIVI IN RISIERA

In occasione della Giornata della memoria il Comune ha rimesso in piedi l’eccessivo sistema di controllo già visto lo scorso 25 aprile. Appaltati a un’agenzia di sicurezza privati, i controlli sono stati pervasivi e soprattutto sproporzionati rispetto allo scopo, pur lecito, di assicurare un pacifico svolgimento delle commemorazioni presso la Risiera.

La preoccupazione di non politicizzare la Giornata della memoria negando l’esibizione di vessilli, persino sindacali o bandiere della pace, collide con la libertà di espressione garantita dalla Costituzione. Evidentemente, la paura principale è che qualcuno colleghi la Shoah ai genocidi recenti o attualmente in atto come quello della popolazione di Gaza, riconosciuto tale dall’onu e da alcuni osservatori internazionali indipendenti (Amnesty International, Human Rights Watch).

Del resto, la Giunta Dipiazza e le amministrazioni di destra hanno dimostrato più volte fastidio per il contraddittorio e, più in generale, per la convivenza con una pluralità di visioni anche contrastanti – il che è il nocciolo della democrazia. Forse la Giunta, in linea con gli indirizzi del governo, vorrebbe una Giornata della memoria imbalsamata in una silenziosa ritualità.

Noi crediamo invece che la potenza della Giornata della memoria sia proprio nel non tacere il grido di orrore sollevato dalla consapevolezza di ciò che gli uomini possano compiere assecondando il nazionalismo fino alle sue estreme conseguenze, il razzismo e l’odio sistematico verso comunità nazionali, religiose e politiche (e di orientamento sessuale ecc.).

Chiediamo perciò al Consiglio comunale di rivedere le regole di accesso alla Risiera, per le prossime occasioni in cui si tornerà in quel triste luogo di memoria. Il contraddittorio, eventualmente anche la contestazione, esercitata nel rispetto delle regole democratiche e del tragico contesto di un luogo come la Risiera, devono trovare sempre spazio.

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