
“Continua l’agonia della Flex a Trieste, certificata dal piano industriale risibile presentato dal fondo d’investimento Fair Cap, che ne detiene la proprietà.” dichiara Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana, sulla crisi dell’azienda triestina.
“Il governo si comporta da notaio di un fallimento annunciato, mentre i sindacati da anni combattono ad armi impari per tenere viva la produzione di materiali all’avanguardia e strategici per la nazione in tema di digitalizzazione. Ricordiamo i tentativi di delocalizzazione definitiva in Romania, l’opportunità mai colta di Open Fiber e il ricatto occupazionale ai lavoratori interinali. Sinistra Italiana ha già prodotto due interrogazioni parlamentari dal 2021 e l’on. Fratoianni ha incontrato le lavoratrici e i lavoratori ai cancelli della fabbrica. Ribadiamo l’alto valore tecnologico di Flex e chiediamo che lo Stato intervenga direttamente per acquisire il sito produttivo” spiega Badin.
“Una notizia che fa il paio con il calo per il 23esimo mese consecutivo della produzione industriale italiana. Trieste si sta trasformando in un deserto industriale, la città non può vivere di crociere e affitti brevi. Bisogna cambiare rotta al più presto, sia a livello nazionale, sia locale.” aggiunge la segretaria del circolo cittadino di Trieste di Sinistra Italiana Elisa Moro.
Lascia un commento