Ddl caccia contro l’ambiente e la Costituzione

Il disegno di legge sulla caccia al Consiglio dei Ministri cancella decenni di politiche di tutela della biodiversitá calpestando l’art. 9 della Costituzione.

Il testo antiscientifico a favore della caccia più estrema cede di fatto beni pubblici ambientali nelle mani di privati senza regole al solo scopo di sostenere il consenso di sempre meno cittadini cacciatori.
La caccia non tutela la biodiversitá ma ne é causa non più tollerabile di perdita.

Viene consentita la caccia nelle aree demaniali come spiagge, zone dunali, foreste, praterie. A rischio il nostro Magredi, le aree protette delle nostre spiagge, le numerose foreste della nostra montagna.
In Italia le specie animali selvatiche, anche quando particolarmente protette e a rischio di estinzione, sono reiteratamente oggetto di caccia illegale. Per questo il nostro Paese non può fare passi indietro con un Ddl palesemente incostituzionale e che renderebbe legale il bracconaggio, che deve invece diventare un delitto, punibile davvero duramente.

Il Governo si impegni a completare la riforma avviata nel 2015, approvando finalmente sanzioni efficaci contro chi commette crimini contro gli animali, come previsto dalla direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente.

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