Blue tongue: la Regione non può abbandonare gli allevatori

“Il morbo della lingua blu conta già una settantina di focolai in Friuli Venezia Giulia e sta provocando danni gravissimi, in particolare nelle Valli del Natisone, dove il settore primario è centrale e dove molti allevatori con il loro lavoro mantengono i prati ed il territorio. La malattia, trasmessa da moscerini e non pericolosa per l’uomo, colpisce soprattutto gli ovini con punte di mortalità fino al 70%, causando la perdita di centinaia di capi.

Di fronte all’emergenza, l’assessore regionale Zannier si è trincerato dietro la definizione di “malattia commerciale”, negando qualsiasi forma di indennizzo o contributo per i costi delle vaccinazioni. Una posizione inaccettabile, quando altre Regioni – Umbria, Sardegna, Lazio, Marche e Abruzzo – e la vicina Slovenia hanno già attivato, da tempo, misure di sostegno. Va ricordato che il Ministero della Salute aveva raccomandato di predisporre piani vaccinali già a gennaio 2025: la Regione FVG non lo ha fatto, lasciando gli allevatori in pieno agosto a cercare vaccini fuori regione, sempre meno reperibili a causa della diffusione in Europa del morbo.

Le aziende colpite devono inoltre sostenere da sole spese altissime: oltre 200 euro a capo per lo smaltimento delle carcasse tramite ditte specializzate, senza contare il blocco della commercializzazione che scatta automaticamente con la segnalazione della malattia all’autorità sanitaria.

Come Sinistra Italiana FVG-AVS chiediamo che la Regione stanzi subito un fondo straordinario almeno per coprire i costi dello smaltimento delle carcasse e che venga programmata una campagna vaccinale annuale sugli ovicaprini, con contributi regionali, a partire dai territori montani. Qui il ruolo degli allevatori è fondamentale non solo per il settore primario ma anche per la salvaguardia del paesaggio e della comunità.”

Emanuel Oian – Sinistra italiana Fvg

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