IL CLUSTER M.A.R.E. NON DIVENTI UNO STRUMENTO DEL RIARMO. SERVONO LAVORO DI QUALITA, RICERCA CIVILE E SVILUPPO SOSTENIBILE

Apprendiamo che l’assessora regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca e Università, Alessia Rosolen, ha annunciato l’ingresso di Leonardo Spa nel cluster M.A.R.E. FVG. Per l’assessora si tratterebbe di “un modello di filiere integrate tra Pmi della Regione, grandi player industriali e sistemi della ricerca”. Dal canto suo, Leonardo dichiara di riconoscere nel cluster “una piattaforma credibile per l’integrazione tra i domini aerospaziale, marittimo, energetico e digitale”, con l’obiettivo di creare nuove opportunità per il Friuli-Venezia Giulia. È proprio qui che si pone il nodo politico centrale. Il focus del cluster M.A.R.E. FVG, che nei prossimi mesi definirà un piano strategico e nominerà il proprio consiglio di amministrazione, non può e non deve essere il riarmo europeo. 

La nostra Regione non può diventare una piattaforma territoriale funzionale alla corsa agli armamenti, mascherata da innovazione e sviluppo tecnologico. Il Friuli-Venezia Giulia ha bisogno di politiche industriali pubbliche orientate alla ricerca civile, creazione di lavoro stabile e di qualità, alla riconversione ecologica, alla transizione energetica, all’innovazione e non di essere trascinato dentro una filiera bellica che drena risorse pubbliche, alimenta instabilità internazionale e non risponde ai bisogni sociali ed economici della classe lavoratrice. 

Mentre assistiamo alla chiusura di stabilimenti, ai licenziamenti collettivi e a una crescente precarizzazione del lavoro, è legittimo chiedersi quale sia la visione industriale complessiva della Regione. L’ingresso di un colosso come Leonardo in un cluster che sembra voler rappresentare il modello di politica industriale pubblica della nostra Regione non può avvenire senza condizionalità chiare: tutela dell’occupazione, qualità del lavoro, investimenti reali sul territorio, trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche e un orientamento totale verso applicazioni civili e sostenibili della ricerca. In questo senso temiamo che il modello sia invece quello dello stabilimento a Ronchi dei Partigiani, dove, dal 2026 grazie all’accordo Leonardo-Baykar si produrranno droni, anche per uso militare. 

Alleanza Verdi Sinistra vigilerà affinché il cluster M.A.R.E. non diventi l’ennesimo contenitore utile a giustificare investimenti nel complesso militare-industriale, ma sia invece uno strumento al servizio dello sviluppo sociale, ambientale ed economico della Regione. Il futuro del Friuli Venezia Giulia non può essere costruito sulle armi, ma sul lavoro, sui diritti e su una ricerca pubblica orientata al bene comune.

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