SALARI E POTERE D’ACQUISTO: IN FRIULI VENEZIA GIULIA SI LAVORA GRATIS UN MESE E MEZZO ALL’ANNO

L’ultimo rapporto Job Pricing Geography Index segnala come le lavoratrici e i lavoratori del Friuli Venezia Giulia stiano, di fatto, lavorando gratis per circa un mese e mezzo all’anno a causa della perdita di potere d’acquisto. La tredicesima è cancellata e metà dicembre pure.”  Lo dichiarano Emanuel Oian, responsabile lavoro di Sinistra italiana FVG e Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana.

“A livello nazionale – sottolineano – tra il 2014 e il 2025, l’inflazione è cresciuta del 20,8%, mentre i salari sono aumentati solo del 9,5%, determinando una perdita del potere d’acquisto pari all’11,3%. Nella nostra Regione la situazione è ancora più grave: nel periodo 2015–2024 i salari sono cresciuti appena del 7,8%, a fronte di un’inflazione del 21,4%. In Friuli Venezia Giulia il potere d’acquisto registra quindi un -13,6% negli ultimi dieci anni.”

“Il rapporto evidenzia inoltre forti disparità salariali su base geografica, che collocano il Friuli Venezia Giulia penultimo nel Nord-Est e ottavo in Italia per valore delle retribuzioni”.

Oian e Badin ricordano che “perdere un mese e mezzo di stipendio mentre, nella manovra di bilancio, si continua a fare cassa sui lavoratori e sulle lavoratrici – con l’aumento dell’età pensionabile, con lo smantellamento dei benefici del riscatto della laurea e con la demolizione della pensione pubblica a favore di quella complementare, e dall’altro lato con gli inaccettabili investimenti per il riarmo italiano – è un segno tangibile delle priorità della destra al Governo.”

“Il Paese e la Regione – concludono i due esponenti di Alleanza Verdi-Sinistra – vivono una vera e propria emergenza salariale, che va affrontata con misure strutturali: legare i salari all’inflazione, come previsto dalla nostra proposta “Sblocca stipendi”; introdurre un salario minimo, anche alla luce della recente sentenza della Corte; e detassare il lavoro, spostando la pressione fiscale su rendite, patrimonio ed eredità delle grandi ricchezze, improduttive e stantie.”

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